2016

by Neive

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about

neive - folkpunk DIY da Savona
chitarre e voce: Gabriele Lugaro
recording, mixing and mastering: Giulio Farinelli
stampato in 30 copie autoprodotte totalmente a mano
Registrato negli ultimi giorni di novembre 2016

neive.bandcamp.com
www.facebook.com/neiveSavona/

credits

released January 16, 2017

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Burning Bungalow Savona, Italy

Indipendent label from Savona (Italy).

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Track Name: Solo un Momento
Solo un momento per fiatare
Per respirare a fondo
Per riscoprirsi un individuo dotato di pensiero
E non soltanto produzione per sopravvivere

E non ho scelto di guardare, il mondo come vittima
Di una barriera o di un confine, che non si possa abbattere

Lo schema imposto dalla gabbia
Che gela le coscienze
E la violenza che subiamo
Da chi chiede pace sociale
Rispetto delle leggi, linguaggi del potere
Le voci dei padroni

Pensieri unici sulla tv
Sulle divise e la politica
Non hai capito che sei indotto a rinchiudere te stesso
A moderare le tue idee, a perderti

In un disegno preparato, politicamente corretto
Che soffochi la rabbia, la giustizia e l’opinione

Lo schema imposto dalla gabbia
Che gela le coscienze
E la violenza che subiamo
Da chi chiede pace sociale
Rispetto delle leggi, linguaggi del potere
Le voci dei padroni
Track Name: Punto d'Approdo
Per quanto l’aria debba esser sincera che passi
E soffi verso qualcheduno che ancora la ascolti
E non si perda in parole con i muri che incontra
E fugga dalle sue guardie

E non è lecito pensare a un orizzonte nuovo
Che non è facile cercare un nuovo punto d’approdo
Che non si osi a bussare alla mia porta la realtà
Di un’anima in cattività

E che ciascuno porta il segno
Di una corda al collo
Di un crimine in tempo di pace
Di un ideale che non ci basterà più

E non è lecito pensare a un orizzonte nuovo
Che non è facile cercare un nuovo punto d’approdo
Che non si osi a bussare alla mia porta la realtà
Di un’anima in cattività
Track Name: Shobra
Un segno limpido
Un padre che lascia un figlio alle braccia del mare
E sembra un incubo
Lo spettro di una realtà che lo respinge, che traccia un muro
Fra le culture
Che non accetta difficoltà, né tragressioni
Che marchia a fuoco ogni difetto, ogni barriera, ogni rifiuto

A chi ha subito le decisioni di guerra e fame l’umana scelta
Di non sentirsi parte di un tempo ostile e saturo di violenza
A chi ha subito le decisioni di guerra e fame l’umana scelta
Di non sentirsi parte di un tempo ostile e saturo di violenza e realtà

Passa la storia
E noi immobili come cani lasciamo stare i nostri padroni
Pensa a che cosa diranno di noi
Che fummo bestie, violente e sadiche
Indifferenti a rastrellamenti e deportazioni
Troppo impegnati per ascoltare
Chi paga il conto e pretende il pane

A chi ha subito le decisioni di guerra e fame l’umana scelta
Di non sentirsi parte di un tempo ostile e saturo di violenza
A chi ha subito le decisioni di guerra e fame l’umana scelta
Di non sentirsi parte di un tempo ostile e saturo di violenza e realtà
Track Name: Ritratti in Piedi
Sono ritratti in piedi a volto scoperto
Fra i banchi di un tribunale
Arido e gelido come la pioggia
Che batte e fa sanguinare
I muri che urlano il verbo del male
E ogni ora sembra immobile
E lascia accesa la fiamma
Di speranza ed esistenza
Di giustizia e libertà

Batte il bastone su ferite aperte
Sull’ennesimo atto di morte
Sulle labili e futili scarpe
Di chi ha indossato sempre la violenza e l’ignoranza
Come l più utile vestito di nozze
Come il più abile dei giochi di carte

E non si dica che è colpevole
Chi vede dignità
In ogni essere vivente
In ogni libertà
Di chiedere a se stessi
Più di qualche spicciolo di cielo
E di potersi sentir vivo per davvero
Track Name: Ho Scelto
Ho scelto
Di non guardare in faccia il tempo
Di correre troppo, guardando l’infinito
Senza chiedermi più dove andare
Scorrendo la corrente di un fiume creato da noi
E sento il vuoto scivolare via
Lungo la strada che porta dritto a casa mia
Celebro il mondo, vivendo in ogni piccolo secondo

E cerco un pensiero, che chiuda tutto un giorno intero
Un’immagine sola, che soffi al vento una parola
Che scenda come pioggia e mi regali un’armonia
Per chiedere ai sogni la forza per portarvi via

Ed ogni notte scorre piano
Cancellando tutto ciò che avevo immaginato
Prima di sentirmi troppo stanco
Per scrivere a parole il senso di una vita
Di un universo di emozioni, di gioie e di dolori
Immersi in un istante di follia
Che non è cosa mia
E non sarà mai solo una poesia

E cerco un pensiero, che chiuda tutto un giorno intero
Un’immagine sola, che soffi al vento una parola
Che scenda come pioggia e mi regali un’armonia
Per chiedere ai sogni la forza per portarvi via
Track Name: Ripenseremo
Ripenseremo
A quel senso, di vittorie simboliche
E noi, chiusi in un angolo
Combattiamo nemici dai volti distorti
E no, non ci si arrende
Non lasciamo che il vuoto consumi da dentro

Resta la fede
Di un disegno a matita che parla di noi
E di come scaliamo montagne e battiamo tempeste
Sempre e comunque
Soli in un tempo
Che ci impone di andare avanti
Di trovare la forza per essere tutto
Track Name: Le Difficoltà di Ottobre
Scegliere quale elemento aggiungere
E quale togliere di mezzo
Sognare vividi momenti
Come vite intere in un giorno
E correre, correre fino a non smetter più
Perché il tempo parla di ricordi
E non sceglie mai quello che pensi tu

Com’era semplice pensare che non ci girassi intorno
Che non avrei mai immaginato di finir così
E scelgo questa strada ogni giorno al netto delle difficoltà
E quanto è brutta la città

E il mese sembra lunghissimo
Paragonato a quanto corre la vita
Il tempo sceglie da che parte stare
Resta aggrappato ai tuoi umori
E non mi basta, non mi basta più
Un sentimento improponibile, sul viso tuo ormai stanchissimo
Un senso vacuo di oppressione, un manifesto d’amore

Com’era semplice pensare che non ci girassi intorno
Che non avrei mai immaginato di finir così
E scelgo questa strada ogni giorno al netto delle difficoltà
E quanto è brutta la città
Track Name: Outro
In una gelida mattina di Novembre riprendo in mano quello che ho,
conto i secondi trascorsi nella felicità, finalmente liberi da un male che si costruisce e si alimenta in ognuno di noi
come un sogno che prende vita ogni notte e che ogni notte va’ ricacciato dentro, a morsi, a spallate, a respiri profondi
e chi non può sedarlo piano piano perde tutto, si lascia mangiare vivo da se stesso, dalle proprie paure, dalla propria ansia
Cercando un’altra soluzione scavo in me stesso fino a rintracciare la radice profonda di quel male,
domando da dove arriva, che strada ha compiuto e quale compirà,
per anticipare i suoi passi, per arrivare prima di lui e non presentarmi impreparato a quel maledetto appuntamento con me stesso,
non annego, non resto sotto, non rimango indietro,
affronto, accetto il conflitto, consapevole di poter perdere rimanendone schiacciato,
guardo l’ora, fisso il momento, l’istante
e mi accorgo di essere esattamente dove vorrei essere